La Commissione Europea ha presentato il European Technological Sovereignty Package, un insieme organico di misure strategiche volte a rafforzare la capacità dell’Unione di sviluppare, produrre e diffondere tecnologie digitali critiche. L’iniziativa risponde alle crescenti tensioni geopolitiche e punta a ridurre la dipendenza dell’Europa da fornitori di paesi terzi per quanto riguarda semiconduttori, servizi cloud e intelligenza artificiale.
Il pacchetto si articola su quattro iniziative chiave:
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Chips Act 2.0 (proposta legislativa)
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Cloud and AI Development Act – CADA (proposta legislativa)
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Open Source Strategy
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Strategic Roadmap for Digitalisation and AI in the Energy Sector
Le prime due proposte entreranno ora nel vivo dell’iter legislativo ordinario che vedrà coinvolti il Parlamento Europeo e il Consiglio. Di seguito viene analizzato l’impatto principale delle nuove misure, con particolare attenzione alle aziende del comparto illuminotecnico in quanto utilizzatrici a valle (downstream users) di semiconduttori.
Chips Act 2.0: un approccio orientato alla domanda
La novità più rilevante del Chips Act 2.0 rispetto alla versione precedente è l’introduzione di una forte politica industriale dal lato della domanda. La Commissione ha riconosciuto che aumentare la produzione europea di chip non è sufficiente se la domanda interna rimane frammentata e scollegata dai produttori locali. L’obiettivo è quindi quello di avvicinare i produttori di semiconduttori agli utilizzatori industriali a valle.
Tra le misure di maggiore interesse per l’industria del lighting si segnalano:
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Demand Accelerators e Demand Forum: Strumenti implementati dall’Alleanza Industriale per i Semiconduttori per stimolare l’adozione di chip progettati o prodotti nell’UE. Saranno promossi tavoli di collaborazione per identificare i bisogni futuri, definire le specifiche tecniche e incoraggiare attività di co-design tra produttori di chip e costruttori di apparecchiature sin dalle prime fasi di progettazione.
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Appalti Pubblici e Sicurezza: Le stazioni appaltanti avranno la facoltà di richiedere una dichiarazione di sicurezza dell’approvvigionamento relativa ai semiconduttori integrati nelle infrastrutture o nei sistemi oggetto del contratto. L’ambito di applicazione include espressamente la “fabbricazione di apparecchiature elettriche” (in linea con la Direttiva NIS2).
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Piattaforma B2B della Supply Chain: Sarà creata una piattaforma digitale (un “gemello digitale” della catena di fornitura europea) aperta anche agli utilizzatori di semiconduttori. Consentirà di raccogliere informazioni di mercato, identificare dipendenze strutturali ed emettere allerte precoci su potenziali interruzioni della catena di approvvigionamento.
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Settori a rischio e misure di mitigazione: La Commissione potrà identificare settori strategici esposti a rischi di fornitura. Se le misure volontarie (come le strategie di dual sourcing o la mappatura della filiera) non saranno sufficienti, l’UE potrà adottare atti di esecuzione che impongano pratiche obbligatorie di stoccaggio, diversificazione dei fornitori e valutazioni del rischio.
Cloud, Intelligenza Artificiale ed Energia
Il pacchetto include inoltre il Cloud and AI Development Act (CADA), volto a sostenere l’R&D nel cloud di prossima generazione e ad accelerare la diffusione di data center sostenibili all’interno dell’UE.
Infine, la Strategic Roadmap per la digitalizzazione del settore energetico affronta la sfida dell’aumento dei consumi elettrici legati alle nuove infrastrutture computazionali. Tra le azioni bandiera previste vi è lo sviluppo di indicatori chiave (KPI) per monitorare la diffusione di smart grid e contatori intelligenti. A breve è attesa una proposta legislativa che fisserà target minimi di diffusione degli smart meter nei vari Stati membri dell’UE.