Misure europee per il contenimento dell'emergenza sanitaria COVID-19

In questa sezione sono disponibili gli aggiornamenti delle disposizione comunitarie relative alle misure urgenti per il contenimento dell'emergenza sanitaria COVID-19 in Italia

 

17.04.2020

Esiti votazione Plenaria del Parlamento europeo su emergenza Covid-19

Di seguito si riportano le principali conclusioni contenute nella risoluzione.

Temi generali

  • Politica di coesione: “Iniziativa d’investimento in risposta al coronavirus Plus” (CRII+)

I deputati hanno adottato misure aggiuntive per permette che i fondi UE siano disponibili immediatamente e con una flessibilità eccezionale per combattere la pandemia COVID-19.

Nella sessione plenaria straordinaria di venerdì, il Parlamento europeo ha approvato, con 671 voti favorevoli, 10 contrari e 15 astensioni, con procedura d’urgenza il pacchetto “Iniziativa d’investimento in risposta al coronavirus Plus” (CRII+), proposto dalla Commissione europea il 2 aprile scorso.

Le misure adottate consentiranno agli Stati membri di trasferire risorse tra i tre principali fondi di coesione (il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo e il Fondo di coesione). In via eccezionale, sarà possibile finanziare pienamente i programmi della politica di coesione relativi a COVID-19 attraverso il 100% dei finanziamenti dell’UE a partire dal 1° luglio 2020 e fino al 30 giugno 2021. Le misure semplificano inoltre la procedura di approvazione dei programmi per accelerarne l’attuazione, e le revisioni contabili, rendono gli strumenti finanziari più facili da utilizzare.

Prossime tappe: il Consiglio deve ancora approvare formalmente la posizione del Parlamento. Le misure adottate entreranno in vigore una volta pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, il che avverrà nei prossimi giorni.

  • Pacchetto di investimenti per sostenere l’economia europea dopo la crisi COVID-19, che comprenda obbligazioni garantite dal bilancio dell’UE (Recovery Bond).

In una risoluzione non legislativa adottata venerdì con 395 voti a favore, 171 contrari e 128 astensioni, il Parlamento accoglie con favore le misure fiscali e il sostegno alla liquidità dell’UE per affrontare la pandemia. Al di là di ciò che si sta già facendo, l’Europa ha bisogno di un massiccio pacchetto di ripresa e ricostruzione da finanziare con un aumento del bilancio a lungo termine (QFP), con i fondi e gli strumenti finanziari esistenti, nonché con “recovery bond” garantite dal bilancio dell’UE, dicono i deputati.

  • Fondo di solidarietà dell’UE per il Coronavirus

I deputati chiedono un sistema europeo permanente di riassicurazione dell’indennità di disoccupazione e vogliono istituire un Fondo di solidarietà dell’UE per il coronavirus di almeno 50 miliardi di euro. Questo fondo sosterrebbe gli sforzi finanziari intrapresi dai settori sanitari in tutti i Paesi UE durante l’attuale crisi, così come gli investimenti futuri per rendere i sistemi sanitari più resistenti e concentrati su coloro che ne hanno più bisogno.

  • Maggiori poteri di intervento per l’UE in caso di minacce sanitarie transfrontaliere

Le stituzioni dovrebbero anche avere il potere di agire quando si presentano minacce sanitarie transfrontaliere. Ciò consentirebbe loro di coordinare senza indugio la risposta a livello europeo e di indirizzare le risorse necessarie laddove sono più necessarie, siano esse materiali come maschere, respiratori e medicinali, o aiuti finanziari.

  • Meccanismo europeo di risposta sanitaria

Si insiste che le frontiere interne devono essere tenute aperte per garantire la circolazione di medicinali, dispositivi di protezione, dispositivi medici, alimenti e beni di prima necessità. Il mercato unico dell’UE è la chiave per una risposta immediata e continua al COVID-19, afferma il Parlamento.

Il Parlamento chiede inoltre la creazione di un Meccanismo europeo di risposta sanitaria per garantire una risposta efficace a qualsiasi tipo di crisi sanitaria in futuro. Le attrezzature comuni, il materiale e le scorte di medicinali potrebbero essere mobilitate rapidamente per salvare vite umane. I deputati vogliono anche vedere finanziamenti aggiuntivi dell’UE per finanziare una ricerca rapida per trovare un vaccino.

  • Approccio coordinato per l’uscita dalla quarantena

I deputati sottolineano la necessità di un approccio coordinato per il post confinamento, al fine di evitare una recrudescenza del virus. Esortano i paesi dell’UE a sviluppare congiuntamente criteri per l’abolizione della quarantena e altre misure di emergenza, e chiedono alla Commissione europea di lanciare una strategia di uscita efficace che includa test su larga scala e dispositivi di protezione personale per il maggior numero possibile di cittadini.

  • Canale di informazione europea per contrastare la disinformazione

Infine, la risoluzione sottolinea che la disinformazione su COVID-19 è un grave problema di salute pubblica. L’UE dovrebbe quindi istituire un canale di informazione europea per garantire che tutti i cittadini abbiano accesso a informazioni accurate e verificate. I deputati chiedono inoltre ai social media di adottare in modo proattivo le misure necessarie per fermare la disinformazione e i discorsi di odio legati al coronavirus.

  • Il Green Deal e la trasformazione digitale dovrebbero essere al centro del rilancio dell’economia, sottolineano i deputati.

Temi settoriali

  • Dispositivi medici

Il Parlamento ha deciso di rinviare di un anno l’applicazione del regolamento sui dispositivi medici, per evitare carenze o ritardi nell’immissione sul mercato dei principali dispositivi medici.

Il Parlamento ha adottato la proposta della Commissione venerdì, con procedura d’urgenza, con 693 voti favorevoli, 1 e 2 astensioni, consentendo di rinviare l’applicazione del Regolamento sui dispositivi medici di un anno fino al 26 maggio 2021.

Prossimi passi: la proposta deve ora essere approvata dagli Stati membri e pubblicata nella Gazzetta ufficiale prima di entrare in vigore. Ciò è previsto al più tardi entro il 26 maggio.

  • 3,08 miliardi di euro in aiuti UE per settore sanitario.

I fondi UE sosterranno direttamente i sistemi sanitari degli Stati membri nella loro lotta contro la pandemia di coronavirus. L’iniziativa consentirà all’UE di acquistare forniture mediche urgenti, come maschere e dispositivi respiratori, attrezzature per il trasporto di materiale medico e di pazienti nelle regioni transfrontaliere, e per finanziare il reclutamento di personale sanitario supplementare, da inviare nei punti caldi dell’Unione europea, oltre ad aiutare gli Stati membri a costruire ospedali da campo mobili.

Un totale di 3,08 miliardi di euro dal bilancio UE sarà incanalato principalmente attraverso lo strumento di sostegno alle emergenze (2,7 miliardi di euro) e rescEU (380 milioni di euro).

Inoltre, il pacchetto include dei fondi supplementari per finanziare i voli di rimpatrio (45 milioni di euro) nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell’UE per riunire le famiglie bloccate nei paesi terzi, per fornire maggiori risorse al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (3,6 milioni di euro), ma anche per aiutare la Grecia a far fronte alle crescenti pressioni migratorie (350 milioni di euro) e per sostenere la ricostruzione post-terremoto dell’Albania (100 milioni di euro).

Scarica il Comunicato stampa del PE.


15.04.2020

Linee guida sulle apps a sostegno della lotta contro la pandemia COVID-19

Le linee guida relative ai piani dell'UE per il lancio di un toolbox UE relativo alle applicazioni mobili per COVID-19 e al modo in cui le applicazioni mobili utilizzate per la ricerca di contatti, il monitoraggio dei sintomi, la raccolta di dati sulla localizzazione e la comunicazione dovrebbero garantire la protezione dei diritti fondamentali sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale, sotto forma di una comunicazione della Commissione.

Di seguito i punti chiave della Guida, ricordando che non è giuridicamente vincolante:

  • si riferisce alle “applicazioni volontarie” (che gli individui usano di propria volontà);
  • stabilisce le caratteristiche e i requisiti necessari per garantire la conformità alla legislazione dell’UE sulla privacy e sulla protezione dei dati personali (GDPR e la direttiva ePrivacy);
  • fornisce una sintesi di come tali applicazioni possono contribuire a combattere la pandemia;
  • fornisce consigli su come limitare l’invadenza delle funzionalità delle app al fine di garantire il rispetto della legislazione UE sulla protezione dei dati personali e sulla privacy;
  • in particolare, suggerisce che le autorità sanitarie nazionali (o gli enti che svolgono compiti di pubblico interesse nel settore della salute) dovrebbero essere considerati come i responsabili del trattamento, garantire che le persone rimangano sotto controllo (per quanto riguarda l’informazione, il consenso, i diritti GDPR e l’uso volontario dell’app), fornire garanzie e giustificazioni per la conservazione e il trattamento dei dati, seguire il principio della minimizzazione dei dati, vale a dire che possono essere trattati solo i dati personali che sono adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario in relazione alla finalità.

Per la ricerca dei contatti, propone di utilizzare le comunicazioni Bluetooth Low Energy (BLE) tra i dispositivi in quanto più precise rispetto ai dati di geolocalizzazione (GNSS/GPS, o dati di localizzazione cellulare), e che elimina anche la possibilità di tracciamento (a differenza di quest’ultimo). I dati di localizzazione non sono considerati necessari, e quindi non sono considerati giustificati secondo questa Guida. I dati di prossimità devono essere generati ed elaborati solo se esiste un rischio effettivo di infezione (a seconda della vicinanza e della durata del contatto). E i dati relativi alle date possono essere registrati, ma gli orari e i luoghi esatti non sono considerati dati necessari.

Scarica il “Common EU Toolbox for Member States” e gli orientamenti per la protezione dei dati.


15.04.2020

Tabella di marcia europea per l’abolizione delle misure di contenimento del coronavirus

La Commissione europea, in collaborazione con il Presidente del Consiglio europeo, ha presentato una tabella di marcia europea per l'eliminazione graduale delle misure di contenimento adottate in risposta all'epidemia di coronavirus, in vista del rallentamento della diffusione del virus e della necessità di un ritorno alla normalità attentamente coordinato dopo il blocco del coronavirus.

Questa roadmap risponde alla richiesta di una strategia di uscita coordinata formulata dal consiglio europeo del 26 marzo. E’ stata redatta tenendo conto delle competenze del centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ecdc), nonché del gruppo di esperti scientifici che forniscono consulenza alla commissione sul coronavirus.

La tabella di marcia della commissione elenca raccomandazioni concrete agli stati membri per quanto riguarda l’abolizione delle misure di contenimento:

  • le azioni dovrebbero essere graduali. le misure dovrebbero essere facilitate in diverse fasi, con un tempo sufficiente tra di esse per misurare l’impatto di queste particolari fasi.
  • le misure generali dovrebbero essere progressivamente sostituite da misure mirate. ad esempio, proteggere più a lungo i gruppi più vulnerabili; facilitare il graduale ritorno delle attività economiche necessarie; intensificare la pulizia e la disinfezione regolare degli snodi di trasporto, dei negozi e dei luoghi di lavoro; sostituire gli stati di emergenza generali con interventi governativi mirati per garantire la trasparenza e la responsabilità democratica.
  • i controlli alle frontiere interne dovrebbero essere eliminati in modo coordinato. le restrizioni di viaggio e i controlli alle frontiere dovrebbero essere eliminati una volta che la situazione epidemiologica delle regioni di confine converge sufficientemente. le frontiere esterne dovrebbero essere riaperte in una seconda fase e tenere conto della diffusione del virus al di fuori dell’ue.
  • la ripresa dell’attività economica dovrebbe essere graduale e quindi l’intera popolazione non dovrebbe tornare sul posto di lavoro contemporaneamente.
  • I raduni di persone dovrebbero essere consentiti progressivamente, tenendo conto delle specificità delle diverse categorie di attività, come le scuole e le università; l’attività commerciale (commercio al dettaglio) con un possibile aumento dell’attività; le misure di attività sociale (ristoranti, caffè) con un possibile ulteriore alleggerimento; e i raduni di massa.
  • gli sforzi per prevenire la diffusione del virus dovrebbero essere sostenuti, con campagne di sensibilizzazione per incoraggiare la popolazione a mantenere pratiche igieniche rigorose e l’allontanamento sociale.
  • occorre monitorare costantemente le azioni e prepararsi a ritornare a misure di contenimento più severe, se necessario.
  • Oltre a queste linee guida relative all’abolizione delle misure di confinamento, la commissione svilupperà un piano di ripresa, basato su una proposta rinnovata per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (quadro finanziario pluriennale) e sul programma di lavoro aggiornato della commissione per il 2020.

Scarica la Comunicazione “una tabella di marcia europea per l’abolizione delle misure di contenimento dei coronavirus”.


14.04.2020

Il Consiglio rettifica il bilancio 2020 per dare risorse agli Stati membri contro la pandemia

Il Consiglio ha adottato due proposte che modificano il bilancio dell'UE per il 2020 al fine di liberare fondi per rispondere alla crisi causata dalla Covid-19.

Gli impegni sono stati complessivamente aumentati di 3,57 miliardi di EUR e ammontano a 172,2 miliardi di EUR. I pagamenti sono stati aumentati di 1,6 miliardi di EUR, raggiungendo un totale di 155,2 miliardi di EUR.

Il bilancio riveduto dell’UE per il 2020 sblocca risorse essenziali per affrontare le sfide senza precedenti cui si trovano di fronte l’UE e gli Stati membri. Questi fondi saranno utilizzati per finanziare forniture mediche, costruire ospedali da campo e trasferire pazienti in vista della loro cura in altri Stati membri.

Il progetto di bilancio rettificativo n. 1 aumenta gli impegni di 567 milioni di EUR e i pagamenti di 77 milioni di EUR, al fine di, inter alia, aiutare gli Stati membri a rimpatriare i cittadini bloccati nonché a ottenere dispositivi di protezione individuale tramite appalti congiunti e per rafforzare il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

Il progetto di bilancio rettificativo n. 2 assegna un importo supplementare di 3 miliardi di EUR in impegni e di 1,53 miliardi di EUR in pagamenti per lottare contro la pandemia di Covid-19.

2,7 miliardi di EUR saranno utilizzati per finanziare la fornitura di sostegno sanitario di emergenza, come la costituzione di scorte di risorse essenziali e la relativa distribuzione, la creazione di ospedali da campo e il trasporto transfrontaliero di pazienti.

I restanti 300 milioni di EUR saranno utilizzati per aumentare le capacità di costituzione di scorte, di coordinamento e di distribuzione di forniture mediche essenziali, quali dispositivi di protezione e ventilatori. Tali misure saranno finanziate mediante il meccanismo di protezione civile dell’Unione/rescEU.

Durante la plenaria del 16 e 17 aprile 2020 il Parlamento europeo dovrebbe approvare la sua posizione sulle due proposte di bilancio rettificativo. Una volta raggiunto un accordo, il bilancio sarà adottato. Il Parlamento europeo approverà anche la propria posizione sulle tre proposte relative agli strumenti finanziari speciali.

Scarica il Comunicato stampa.


08.04.2020

Nuova task force per il corretto funzionamento del mercato unico durante il Covid-19

La Commissione ha convocato una prima riunione con gli Stati membri nell'ambito della nuova task force per l'applicazione del mercato unico (SMET) per discutere l'urgente necessità di consentire il libero flusso di beni quali maschere facciali, forniture mediche e alimenti in tutta l'UE

Il mercato unico è la spina dorsale della risposta comune europea e serve un’azione decisa per eliminare qualsiasi restrizione che lo metta a repentaglio. La creazione dello SMET è stata annunciata nel Commission’s Single Market Enforcement Action Plan il 10 marzo nel contesto della Strategia industriale.

La task force è stata prevista come piattaforma per consentire agli Stati membri e alla Commissione di lavorare insieme per garantire una migliore conformità alle norme del mercato unico. Questa prima riunione ha dato il via ai lavori della nuova task force alla luce dell’urgenza delle questioni che ostacolano il corretto funzionamento del mercato unico, principalmente le restrizioni all’esportazione all’interno dell’UE di forniture vitali di prodotti protettivi, medici e medicinali, i controlli alle frontiere e la necessità di aumentare la produzione di attrezzature essenziali.

L’obiettivo è anche quello di attuare le chiare indicazioni fornite dai leader europei al Consiglio europeo del 26 marzo per eliminare tutti i divieti o le restrizioni interne alla libera circolazione delle merci. La task force sarà convocata regolarmente per discutere le questioni relative all’applicazione delle norme nel mercato unico.

Scarica il Comunicato stampa.

 


30.03.2020
Libera circolazione nell’UE per lavoratori critici

La Commissione europea ha pubblicato degli orientamenti pratici per garantire la libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’UE

Gli orientamenti individuano una serie di lavoratori che esercitano professioni critiche e per i quali si ritiene essenziale continuare a mantenere la libera circolazione nell’UE. L’elenco fornito negli orientamenti non è esaustivo. Tra gli esempi figurano personale addetto all’installazione di dispositivi medici critici, vigili del fuoco e agenti di polizia, e lavoratori del settore dei trasporti.

Le Linee Guida della Commissione europea sono disponibili qui


30.03.2020
Implementazione Linee guida UE su restrizione temporanea viaggi non esseziali

La Commissione europea ha presentato delle linee guida concernenti l'attuazione della restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l'UE

Esse riguardano tre ambiti: le restrizioni temporanee ai viaggi, la facilitazione dei rimpatri da tutto il mondo e la gestione dei periodi di permanenza in eccesso causati dalle restrizioni ai viaggi. Le linee guida sono state elaborate in collaborazione con l’Agenzia europea per le frontiere e la guardia costiera (Frontex), con il sostegno del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e di Europol.

Gli Stati membri dell’UE e i Paesi associati a Schengen sono autorizzati a rifiutare l’ingresso alle frontiere esterne ai “cittadini di paesi terzi non residenti che presentano sintomi rilevanti o sono stati particolarmente esposti al rischio di infezione e sono considerati una minaccia per la salute pubblica”. Gli Stati membri devono consentire l’ingresso ai propri cittadini e a quelli dell’UE o di paesi terzi che risiedono legalmente sul loro territorio.

Le Linee Guida della Commissione europea sono disponibili qui


28.03.2020
Aiuti di Stato: nuove condizioni per l’assicurazione del credito all’esportazione

La Commissione modifica la comunicazione sull'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine alla luce dell'impatto economico della pandemia di coronavirus

Sono esclusi temporaneamente tutti i paesi dall’elenco dei paesi “con rischi assicurabili sul mercato”. In questo modo l’assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine sarà più ampiamente disponibile alla luce dell’attuale crisi legata alla pandemia di coronavirus. La modifica amplia ulteriormente la flessibilità introdotta dal quadro di riferimento temporaneo della Commissione in materia di aiuti di Stato.

I crediti all’esportazione consentono agli acquirenti stranieri di beni e/o servizi di differire il pagamento. Il differimento del pagamento comporta un rischio di credito per il venditore/esportatore, contro il quale questi si assicura, generalmente presso assicuratori privati (la cosiddetta assicurazione del credito all’esportazione).

Sulla base della comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine, in vigore dal 2013, gli scambi nei 27 Stati membri dell’UE e nei nove paesi OCSE elencati nel suo allegato, con durata del rischio inferiore ai due anni, comportano rischi assicurabili sul mercato e non dovrebbero, in linea di principio, essere assicurati dallo Stato o da assicuratori che beneficiano del sostegno dello Stato.

Il testo della comunicazione è disponibile qui


 

26.03.2020
Aiuti di Stato: approvate dall’UE misure a sostegno delle PMI italiane

La Commissione europea ha approvato il regime di garanzia dello Stato italiano a sostegno delle PMI colpite dall'emergenza del coronavirus

Le misure consistono in una moratoria dei debiti contratti presso le banche. Scopo della misura è alleviare temporaneamente l’onere finanziario che pesa sulle PMI colpite duramente dagli effetti economici dell’emergenza del coronavirus, mettendo liquidità a disposizione delle stesse al fine di aiutarle a preservare i posti di lavoro e a proseguire l’attività nonostante la difficile situazione dovuta all’emergenza del coronavirus.

Il regime è stato approvato a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19, adottato dalla Commissione  il 19 marzo 2020.

 

Le misure di aiuto approvate dalla commissione europea possono essere scaricate qui


16.03.2020

Circolazione delle merci a livello  Europeo.
A livello nazionale, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti sta lavorando con Confindustria (e le altre organizzazioni) per definire un Protocollo per adempimenti dei settori dei trasporti e della logistica. Il testo del Protocollo dovrebbe contenere disposizioni per la tutela della salute dei lavoratori nel settore del trasporto merci, senza nessuna restrizione per quanto riguarda la circolazione delle stesse, e indicazioni  sul trasporto ferroviario e marittimo e aeroportuale.
A livello europeo il documento di riferimento sono le "Guidelines for border management measures to protect health and ensure the availability of goods and essential services" pubblicate il 16 marzo che definiscono i principi di un approccio integrato a una gestione efficace delle frontiere per tutelare la salute preservando, nel contempo, l'integrità del mercato interno. Le Linee Guida, con riferimento al trasporto di merci, stabiliscono che il settore dei trasporti e della mobilità è essenziale per garantire la continuità economica. Le misure di controllo - alle frontiere - non dovrebbero compromettere la continuità dell'attività economica e dovrebbe essere preservato il funzionamento delle catene di approvvigionamento. Il trasporto di merci non deve essere ostacolato perché fondamentale per mantenere la disponibilità di tutti i beni, in particolare (ma non limitatamente) di quelli essenziali (come il cibo, attrezzature e forniture mediche e protettive vitali). I viaggi professionali per garantire il trasporto di merci e servizi dovrebbero essere assicurati. In tale contesto, è importante garantire la che gli spostamenti dei lavoratori nel settore dei trasporti, compresi gli autotrasportatori, avvenga in sicurezza per la loro salute. 
A livello Europeo – dopo l’adozione delle linee Guida di ieri - non ci dovrebbero essere restrizioni alla circolazione dei beni e delle merci purché avvenga nel rispetto delle norme di sicurezza sanitarie per la tutela degli autotrasportatori.


16.03.2020

Il 16 Marzo nel pomeriggio la Presidente von der Leyen ha annunciato la proposta di divieto temporaneo per i viaggi non essenziali in entrata nell’area Schengen per i cittadini di Paesi terzi, come misura di contrasto all’emergenza sanitaria in corso. La misura avrà durata di 30 giorni, prorogabile in caso di necessità, ed è stata discussa con i partner del G7 collegati in call conference.

La comunicazione della Commissione europea invita tutti gli Stati membri dell’area Schengen a creare un perimetro di sicurezza ai confini esterni. Le restrizioni dovranno essere concordate tra gli Stati membri per agire in simultanea.

La Commissione europea inviterà anche gli Stati membri dell’UE non aderenti all’area Schengen (Bulgaria, Cipro, Croazia, Irlanda, Romania), così come il Regno Unito (in uscita, ma
ancora membro dell’UE) ad applicare le stesse misure.

Il divieto riguarderà tutti i viaggi “non essenziali” dai Paesi terzi in ingresso nell’area Schengen. La misura non si applicherà ai cittadini degli Stati dell’UE e dell’area Schengen (UE + Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), ai loro familiari e i cittadini di Paesi terzi in possesso di visto di soggiorno di lungo termine.

Le eccezioni al divieto riguardano anche le seguenti categorie: operatori sanitari, ricercatori e professionisti dell’assistenza agli anziani; lavoratori frontalieri; personale addetto al trasporto merci; diplomatici, militari e operatori umanitari; passeggeri in transito e che viaggiano per motivi familiari; persone bisognose di protezione internazionale o per altri motivi umanitari.

L’area Schengen è normata dal Regolamento UE 2016/399: i cittadini UE possono circolare liberamente all’interno dell’Unione, indipendentemente dall’adesione o meno dei singoli Stati membri allo spazio Schengen. Al momento dell’ingresso in uno Stato membro dell’UE che non aderisce allo spazio Schengen, i cittadini UE sono oggetto di controlli minimi, volti a verificarne l’identità in base ai documenti di viaggio (passaporto o carta d’identità).

La proposta verrà valutata dai leader europei nel corso del Consiglio europeo straordinario del 17 marzo (in call), previsto per le ore 17, a cui seguirà una comunicazione formale sulle conclusioni adottate. 


24.02.2020

La Commissione Europea ha reso noto degli interventi che saranno utili a fronteggiare questa situazione di emergenza sanitaria.

Il 24 febbraio 2020 è stato rilasciato un comunicato stampa in cui Stella Kyriakide - Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare – annuncia che verranno stanziati dei fondi per fronteggiare la situazione.

I fondi stanziati saranno 232 milioni di euro e saranno suddivisi nel seguente modo:

  • 114 milioni di euro saranno stanziati a sostegno dell’OMS per rafforzare gli interventi di risposta alle

  • emergenze in materia di sanità pubblica nei paesi con sistemi sanitari deboli e con scarsa capacità

  • d’organizzazione in tempi brevi;

  • 15 milioni di euro per i paesi africani, affinché siano sostenuti i meccanismi di diagnosi rapida e sorveglianza epidemiologica,

  • 100 milioni di euro verranno stanziati per la ricerca;

  • 3 milioni di € saranno assegnati al meccanismo di protezione civile dell'UE per organizzare i voli di rimpatrio dei cittadini dell'UE provenienti dalla città cinese di Wuhan;

Janez Lenarčič, Commissario per la Gestione delle crisi e coordinatore della risposta alle emergenze dell'UE, ha dichiarato che il ruolo dell’UE non si limiterà al solo sostegno degli stati membri, bensì è importante che tutta l’Unione cooperi per giocare un ruolo importante a livello globale, sostenendo, qualora ce ne fosse l’esigenza, tutti quei paesi con sistemi sanitari più deboli e con scarse risorse economiche a disposizione per fronteggiare l’epidemia.

Il 2 marzo è stata istituita una task force per rispondere all’emergenza CoVid composta da 5 Commissari coinvolti per aree di competenza:):

  • Janez Lenarčič, crisis management,

  • Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute,

  • Ylva Johansson, Commissaria per Home Affairs;

  • Adina Vălean, Commissaria ai Trasporti;

  • Paolo Gentiloni, Commissario agli Affari Economici.

Link alla pagina informativa completa di studi e provvedimenti https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/health/coronavirus-response_en